“Come stai?” Un gesto sovversivo

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Ad Andrea è bastato chiedere “Come stai?” ad un migrante
per finire in prigione.

Andrea, ex cooperante della Papa Giovanni XXIII, ma prima di tutto un amico anzi un fratello che aveva deciso di stare vicino ai migranti stipati al confine tra Francia Italia aspetta un processo per direttissima il prossimo 12 ottobre per aver fatto un comunissimo gesto di solidarietà, di riconoscimento dell’altro come persona chiedendo: “come stai?” ad un migrante detenuto dalla polizia francese in un container al confine tra Francia e Italia.

Ecco il suo racconto.

E’ una storia che ha dell’incredibile che però diventa “normale” in un contesto di un’europa che continua a rimpallarsi la responsabiità dell’accogliaza di vite umane.
Un saluto, il riconoscimento dell’altro come persona prima di tutto è un gesto che può diventare sovversivo anche nelle nostre città così preoccupate  a difendersi da ciò che conoscono così poco.
Andrea in questo periodo sta a Ventimiglia nel presidio no borders per cercare di dare un aiuto ai migranti che arrivano lì per poi continuare il viaggio. Non solo un aiuto, ma anche offrire loro umanità e solidarietà.
Ora dovrà difendersi in un processo ingiusto a suo carico. E’ possibile dargli sostegno nelle spese legali attraverso una carta Postepay (basta andare in posta per una ricarica) messa a disposizione da una ex cooperante dell’operazione Colomba. Ecco i riferimenti:
CARTA POSTEPAY: intestata a Merciari Elena (MRCLNE90A69H199F)
N° CARTA: 4023 6006 4106 2528
Grazie per quel che potrete fare per diffondere la notizia e/o aiutare concretamente.

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