Dati Immigrazione in Italia

NuoviCittadini

In questo lieto giorno di festa volevo farmi e fare un regalo a tutti quelli che storcono il naso ogni volta che un populista in cerca di applausi spara boiate sulla questione immigrazione.
Riassumo allora qui qualche dato sull’immigrazione in Italia fruibile e confutabile per riportare la questione sul piano oggettivo ed allontanare i soliti capri espiatori.
In fondo all’articolo un vocabolario minimo.

I dati sull’immigrazione in Italia provengono principalmente dalla banca dati del Consiglio Nazionale Economia e Lavoro.

Immigrati regolari meno di 5 milioni (8% della popolazione)
Immigrati irregolari 300 mila (meno dell’1% della popolazione

Sono tanti rispetto alla popolazione straniera di fine anni ’80 ma comunque pochi in generale rispetto ad altri paesi:

Gran Bretagna 11%
Germania 14%
USA 15%
Canada 25% (tra l’altro nella diatriba “risorsa o problema” invito tutti a vedere il modello di integrazione canadese)
Fonte Banca d’Italia su dati EU-SILC e ACS (2008)

Provenienze:
Africa 23% – UE: 28% – Europa altri stati: 24% – Asia 16% – America Latina 8%

Come arrivano, ovvero ma quali invasioni?

Via terra 15%
Via mare 12%
Con visto turistico (aereo ecc.) 73%

Titolo di studio:

Media superiore: 39,4% italiani – 38,9% immigrati
Laurea: 12,5% italiani – 10,2 immigrati

a conferma che a parte i casi di rifugiati politici in genere migra chi ha possibilità economiche già nel proprio paese e per questo la maggior parte arriva con visto turistico.

Gli stranieri che arrivano sono in genere giovani ed i loro figli prendono velocemente il posto dei banchi vuoti lasciati dai nostri, si calcola che nel 2050 1/3 degli italiani con meno di 24 anni sarà nato in Italia ma di origine straniera e qui torna il ruolo fondamentale delle politiche di inclusione ed integrazione per scongiurare crisi sociali facilmente prevedibili.

I tassi di occupazione per gli stranieri sono alti (in effetti vengono qui per lavorare!). Uno studio della Banca d’Italia infatti osserva che “la crescita della presenza straniera non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani”. Anzi la maggiore disponibilità di manodopera poco qualificata (straniera) aumenta anche l’assunzione della manodopera qualificata in genere italiana.
La magior presenza di colf e badanti aumenta anche le possibilità di lavoroa al di fuori della famiglia delle donne italiane.

Concorrenza sulla manod’opera poco qualificaa:

  1. In alcuni settori ed in particolari aree del Paese c’è un’effettiva domanda di manodopera poco qualificata da parte delle imprese che non è pienamente soddisfatta dall’offerta di lavoro degli italiani.
  2. I lavoratori italiani e stranieri, anche a parità di qualifica, spesso non sono considerati sostituibilidall’impresa. I nuovi immigrati generalmente competono direttamente con i vecchi immigrati piuttosto che con gli italiani.
  3. il problema è però per tutti il mercato nero

Di fatto, gli immigrati, pur essendo il 6,5% della popolazione, generano ben il 10% del PIL italiano (ISMU, 2009)

E’ vero che gli immigrati sono un costo sociale? NO! Fonte Istat:

Entrate in tasse degli immigrati in Italia: 4% (11% del PIL)
Spesa pubblica in welfare per immigrati: 2,5%

Anzi in questo momento sanno pagando le nostre pensioni!

Criminalità:

Nonostante le crescita del 7% sulla popolazione e il tasso di crimini commessi da immigrati sia quattro volte superiore alla loro percentuale sulla popolazione italiana, la percentuale di crimini in Italia ogni 100 mila abitanti non è cresciuta dal 1991.
In pratica se la criminalità in Italia non è legata all’immigrazione per colpirla non ha senso aumentare le misure restrittive per gli immigrati ma vanno colpite le radici della criminalità.
Nonostante questo circa il 50% degli italiani vede l’immigrazione come fonte di delinquenza con picchi più alti durante qualche “crociata mediatica” che non ha alcun riscontro nella realtà.

L’IMMIGRAZIONE È UNA RISORSA

Per motivi di spazio non ho affrontato la relazione tra immigrazione e cultura, per questo vi saluto con una bella metafora di Massimo Montanari ne “Il cibo come Cultura”
Spesso ci si oppone all’immigrazione “In difesa delle nostre radici”. Ma le radici degli alberi, sotto terra, in realtà si biforcano fino a perdersi molto lontano dalla pianta, hanno percorsi quasi imprevedibili e portano a tanti punti differenti anche molto remoti.
Pensiamo ad esempio alla pasta con il pomodoro, classico piatto nazionale che afferma un’idea di “italianità” in tutto il mondo. Le radici di questo piatto in realtà sono tutt’altro che italiane. L’invenzione della pasta se la contendono arabi e cinesi e noi l’abbiamo soltanto fatta nostra venendo a contatto con queste civiltà; il pomodoro non è una pianta originaria dell’Italia, e neanche dell’Europa, ma è stato portato dalle Americhe.

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  • Immigrato: persona che si trasferisce permanente o temporaneamente in paese o luogo diverso da quello di origine.
  • Emigrato: Chi esce dal proprio paese o luogo di origine
  • Extracomunitario: persona proveniente dall’esterno della Comunità Europea; un canadese ad esempio lo è, un rumeno (che non centra con il popolo rom) invece no.
  • Immigrato irregolare (o clandestino): è l’ingresso o il soggiorno di cittadini stranieri in violazione delle leggi di immigrazione del paese di destinazione. In Italia il reato di clandestinità introdotto dalla Bossi-Fini nel 2009 prevedeva la detenzione, poi trasformata in pena pecunaria, per chi una volta trovato in Italia senza permesso regolare non eseguisse autonomamente il rimpatrio.
    Questa legge è stata duramente criticata e depotenziata sia dalla Corte dei Conti che dalle istituzioni europee in particolare in base al fatto che la sola presenza non costituisca di per sé un reato.
  • Profugo (richiedente asilo): immigrato in genere irregolare, in fuga da un paese che viola i diritti umani l’art. 10, comma 3 della Costituzione recita:
    “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.”
    Per quanto riguarda dati e condizioni sui orofughi in Italia potete fare riferimento al precedente articolo.

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